Tempio Voltiano: L'invenzione della Pila
La Pila di Alessandro Volta
La realizzazione della pila colloca Alessandro Volta in un nodo cruciale dello sviluppo scientifico e tecnico: l'impulso dato alla scienza è evidente già nelle immediate applicazioni (nello studio della composizione elettrochimica della materia) e nella contestuale nascita dell'elettrochimica. La pila è universalmente considerata la massima realizzazione di Volta. Il prototipo di questo dispositivo, che egli stesso definisce apparecchio elettromotore, viene messo a punto a Como sul finire del 1799 e annunciato con una lettera autografa del 20 marzo 1800 indirizzata a J.Banks, presidente della Royal Society di Londra. La Pila vi è descritta come la giunzione di due metalli seguiti da un conduttore umido, ripetuta più volte, cioè una lunga catena di queste tre specie, nello stesso ordine.
La Pila genera corrente elettrica
La realizzazione della pila non è dovuta al caso ma è il sorprendente risultato di anni di studi e di ricerche sperimentali attorno alla teoria che Volta stesso aveva sviluppato sul contatto tra due metalli dissimili, tra i quali si manifesta un passaggio di carica elettrica. L'accoppiamento di metalli diversi, intercalati da strati umidi che assicurano la comunicazione tra una coppia e l'altra e ne impediscono l'azione contraria sarebbe, per Alessandro Volta, sufficiente a giustificarne il funzionamento. Solo successivamente, con lo sviluppo di più adeguati modelli elettrochimici, il fenomeno sarà adeguatamente descritto, attribuendo alla soluzione elettrolitica la funzione essenziale sconosciuta al Volta. Con la pila si rende disponibile la corrente elettrica, un fenomeno che in natura si genera soltanto in conseguenza dell'azione dell'uomo. L'elettrochimica preciserà la funzione essenziale della soluzione (dell'elemento umido voltiano) nella pila, senza contraddire la teoria del contatto di Volta.
Como e il suo lago
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